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La mia idea iniziale era fare un blog che contenesse solo posti meritevoli per la visita di un bonvivant, una sorta di vademecum esclusivo del bello e buono, una bussola per il viaggiatore gourmand. Una guida degna di questo nome deve dare giudizi e assegnare voti, che saranno sicuramente opinabili, in quanto frutto del gusto e dell’esperienza di chi scrive. Almeno avrà il coraggio di indirizzare chiaramente i lettori verso i luoghi del gusto anzichè stilare un semplice, quanto inutile, elenco di tutto quanto si disloca sul territorio.

Di guide ve ne sono tantissime, soprattutto in Italia, ma quella più celebre e anche più comune worldwide è sicuramente la Guida Michelin. guida-michelinI criteri di valutazione ufficiali degli ispettori della Michelin che portano all’assegnazione delle stelle restano un mistero. Molti dubbi sorgono ogni anno alla pubblicazione della “Rossa”. Tokio ad esempio resta la città con più stelle al mondo (226 sulla guida 2015) e con i suoi 12 ristoranti 3 stelle supera anche Parigi (9 ristoranti 3 stelle).  E che dire dell’inspiegabile caso del belpaese che ha solo 8 ristoranti 3 stelle, cioè meno della sola città di Parigi ?

Che siano amate oppure odiate, le stelle Michelin sono temute dagli chef di tutto il mondo e restano un bollino caratterizzante dell’eccellenza e quindi alla fine tutti le seguono, me compreso, anche se non mancano i casi di riconosciuto fallimento.

E di questo volevo parlarvi dopo questa lunga premessa...

Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio

Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio

Ero ospite nel magnifico Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio e volevo provare un buon ristorante nelle vicinanze, unica stella della zona il ristorante Umami che fa parte dell’Eden Hotel a Bormio, posizionato all’esterno a mo’ di dépandance.

Il nome non è proprio originale, ad Andria c’è un altro Umami, sempre con una stella Michelin, che siccome ha aperto nel 2011 potrebbe avere di certo il diritto di pensare di essere stato copiato.

Umami - Hotel Eden Bormio

Umami - Hotel Eden Bormio

Lo chef proprietario si chiama Antonio Borruso, classe 79, napoletano con diploma scuola alberghiera, figlio di un ristoratore. Antonio, dopo 15 anni di pellegrinaggi per le cucine italiane e svizzere, dal 2007 inizia a lavorare come executive chef del ristorante Gimmy's nella vicina Aprica (Val Camonica), dove conquista la sua prima Stella Michelin.

Oramai trapiantato in Valtellina, da dicembre del 2013 inizia una nuova impresa a Bormio aprendo un ristorante con un look davvero molto cool che si distingue da tutto quanto lo circonda. umami bormioDopo appena due anni anche l’Umami di Bormio prende la stella, si vede che gli ispettori erano ormai sulle sue tracce e lo hanno seguito tra le vallate.umami stella michelin

 

Ad essere onesto, qualcosa da ridire sul look del locale ce l’avrei, l’enorme stella affissa all’esterno accanto al nome l’ho trovata di dubbio gusto. Ma gli interni sono molto eleganti e luminosi.

Come probabilmente avrete intuito, vi sto raccontando una delle mie peggiori delusioni gastronomiche. Il servizio scadente e una cucina decisamente sopravvalutata. Considerando la stagione il locale è pieno di stranieri, principalmente russi e non credo che loro abbiamo percepito il mio stesso disappunto.

Umami - Antonio Borruso

Umami - Antonio Borruso

Ma entriamo nei dettagli:

  • Nessuna accoglienza all'arrivo al ristorante, ovviamente prenotato.
    Ho dovuto intercettare un cameriere che, dopo un attimo di smarrimento, mi ha indirizzato verso uno dei due tavoli disponibili senza lasciare neppur intendere se effettivamente quello era il tavolo a me riservato.
  • Il cestino del pane (piuttosto biscottato, evidentemente riscaldato) arriva in ritardo a tavola, assieme ai primi.
  • Il vino scelto al sommelier AIS arriva con annata sbagliata (un anno più giovane), quindi mi portano una bottiglia del 2007 dalla cantina con una temperatura almeno 6 gradi sotto quella di servizio
  • Nessun "benvenuto dello chef" (servito invece al tavolo di fianco)
  • Il cameriere nonostante fosse italiano non sapeva neppure pronunciare correttamente il nome della Ricciola.
    Nell'invano tentativo di fornirmi un’assurda spiegazione del perché l’antipasto Sashimi di Ricciola al karkadè non era disponibile (ha biascicato qualcosa del tipo il troppo freddo non ha consentito una corretta marinatura) continuava a chiamarla Rìcciola.
  • I piatti delle prime portate non sono stati annunciati
  • Ma più di tutto, una delle cose che mi fa davvero impazzire, specialmente in un ristorante di livello e con  appena 50 coperti,
    è quando il cameriere non sa a quale commensale appartiene il piatto, anche su un tavolo di due persone !!!

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Passiamo al cibo. Il menù mixa piatti della tradizione valtellinese con quelli della cucina napoletana. Tre proposte di degustazione, il top da 130 €, poi uno medio da 90 € e uno base da 70 € (per il contenuto allego foto). I prezzi delle singole portate sono superiori alla media della categoria e influiranno negativamente sulla mia valutazione complessiva del rapporto prezzo/qualità.

Antipasti

Pizzocchero sferico con insalatina di verza e polenta croccante

Pizzocchero sferico con insalatina di verza e polenta croccante

Sciatt di baccalà con peperoni, polvere di olive nere e crema di pane e pomodoro fredda

Sciatt di baccalà con peperoni, polvere di olive nere e crema di pane e pomodoro fredda

Entrambi i fritti erano unti e leggermente bruciacchiati (da come si vede in foto), piatti assolutamente anonimi, con un gusto disarmonico e senza alcun sapore.

Primi

Risotto… un gambero al pascolo

Risotto… un gambero al pascolo

ll risotto davvero pasticciato, cotto male e con un sapore amarognolo predominante (forse proveniente dal polline dei fiori edibili) che copriva anche l'intensa crema di Bitto.

Fettucce lunghe di Gragnano all’astice e pomodori freschi

Fettucce lunghe di Gragnano all’astice e pomodori freschi

L'astice non ricordava più il colore del mare, tagliuzzato in un sugo anonimo e sciapito, riversato alla buona nel piatto come ti aspetteresti da una semplice trattoria.

Dolci

Rocher di mela e cioccolato

Rocher di mela e cioccolato

Millefoglie al grano saraceno, ricotta dolce e frutto della passione

Millefoglie al grano saraceno, ricotta dolce e frutto della passione

 

Forse solo i dolci si sono salvati, ma non resteranno scolpiti in nessun cassetto della memoria.

petit fleur

petit fleur

 

pani

pani

 

 

Uscito dal ristorante con quell’amaro in bocca che solo una costosa delusione gastronomica è capace di dare, mi è tornato in mente il titolo del primo menu degustazione “Per non Dimenticare”. 
...ridendo tra me e me mi sono detto: …e chi se lo scorda!

La mia personale valutazione complessiva è:

1 cucchiaio

1 cucchiaio

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